Mi fa abbastanza impressione decidere di ricominciare alla vigilia di una nuova elezione. In realtà, dopo un panettone e mezzo di governo di centro sinistra (perché poi ha vinto il centro(sinistra?)), è casuale che la voglia di sgranchirmi i polpastrelli in un modo serio mi sia tornata proprio adesso. E per una volta, vorrei evitare accuratamente di parlare di politica. Perchè più confusa di così non lo sono mai stata. So ancora quali sono i miei ideali e i motivi di lotta non mi sono mai sembrati così vicini. Solo che ho perso la speranza che ci sia qualcuno fino in fondo che li voglia o che li sappia affrontare.
Quindi, per il momento almeno, no comment. Anche perché in questo teatrino in qualche modo ci sono in mezzo pure io.
In realtà la voglia mi è tornata perchè non ne potevo più di scritture paludate e giustificate e prudenti e ufficiali e vistate. Avevo voglia di divertirmi, perché questo è per me la scrittura. E per lavoro, ultimamente, mi diverto assai poco.
In due anni, visto che il bilancio è d'obbligo, è cambiato molto. Quasi tutto. Ma non sono al capolinea, sono in viaggio come Nanni Moretti, da ferma. Ho continuato a seminare nostalgie - i miei colleghi della redazione più pazza del mondo, le loro birre e le nostre risate (andarmene da lì è stato come la fine dell'erasmus, come un undici settembre, niente più come prima) - e sono approdata al grigio mondo degli scribacchini prezzolati. Le inchieste ho capito che non si fanno sui giornali, e non mi sono arresa al fatto che non ne farò comunque una. Intanto mi sto facendo le ossa in questo magico mondo di chi le notizie le dà, se ci si vuole accontentare. Gli uffici stampa. Questa mi mancava, no? Mi diverto e non mi diverto. Soprattutto paro colpi. Che è tutto un altro mestiere. C'è chi insegue e chi è inseguito. Io, la seconda che ho detto. Quasi tutti i giorni. Il primo giorno, ti metti le mani nei capelli e studi il modo per correre ai ripari, il secondo ci hai già fatto il callo, e puoi anche permetterti nessuna replica. E capisci che forse, nella tua carriera precedente, sei stata troppo onesta a provare a scrivere la verità, e non a gridare balle. Squali così squali ancora non mi erano capitati.
Per alcuni versi la questione è anche un po' vanesia. Ogni tanto capisci che hai un ruolo e ti chiedi se sei all'altezza di quel ruolo. Scrivere nei giornali era più facile, in fondo. Qui si tratta più di diplomazia che di verità. E comunque.
Nel frattempo sono diventata una ebayer di successo: mi sono fatta 200 euro e ne ho spese 300. Grandi affari. I miei prossimi acquisti sono un divano ikea da 0,01 centesimo e un letto da 30. Da destinare al nido mio e del mio piccione viaggiatore. Questa è cosa più importante in assoluto. Un'ascella pelosa e profumata sotto la quale rifugiarsi quando le tempie sono tempestate di pensieri. Pensando che prima o poi arriveremo in Cile. Nel Cile di Isabelle Allende e di Pablo Neruda.

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